Salone dello sviluppo locale: alla scoperta del Salento nascosto

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“La Puglia è una terra dove è possibile vivere un’esperienza unica non solo per il mare, i suoi borghi, la sua realtà rurale e moderna, i suoi castelli e le cattedrali, ma soprattutto per la sua autenticità ed enogastronomia”  (New York Times).                                                                                                                                                                                                

Far conoscere al mondo la vera Puglia e l’autenticità del Salento, rendere i turisti consapevoli del nostro territorio, aiutarli a scoprire l’essenza di una terra dai tratti aspri ma colorata, assolata, accogliente e genuina. E’ stata questa la sfida affrontata a Gallipoli dal 6 al 9 ottobre durante lo svolgimento del Salone dello Sviluppo Locale organizzato dal Gal Serre Salentine, il gruppo di azione locale presieduto da Francesco Pacella e diretto da Alessia Ferreri. Si è cercato mediante dialoghi culturali, workshop, educational tour, mostre, degustazioni di far scoprire il Salento che non c’è, quello ancora nascosto agli occhi dei più, quello che i viaggiatori, o meglio i tour operator, non conoscono ancora e non conosceranno mai se non attraverso la creazione di una proposta turistica che deve necessariamente passare attraverso una politica di cooperazione strategica.

La Puglia negli ultimi anni ha visto un’impennata del turismo nelle sue terre, con un aumento della presenza straniera del 45% tra il 2007 e il 2014. Numeri pazzeschi, che la nostra regione ha cercato di gestire con la creazione di un’agenzia regionale del turismo capace di far fronte all’aumento di visibilità territoriale con l’ideazione di un “brand turismo” a 360°, così come spiegato ed approfondito dalla Dottoressa Stefania Mandurino, responsabile di Puglia Promozione. Sono nati infatti in questi anni programmi ed eventi culturali come il Teatro Pubblico Pugliese, Puglia Sounds, Apulia Film Commission, gli Open Days, il  Medimex, il Festival della Valle D’Itria, la Notte della Taranta, il Bifest, tutti con un unico scopo: promuovere lo sviluppo di una filiera culturale e turistica in grado di accrescere la capacità competitiva delle nostre aziende del turismo, rispetto alle sollecitazioni espresse dal mercato e alle nuove sfide aperte dalla domanda internazionale.

Ma questo può bastare? Può bastare ad una terra delicata e magica come il Salento che in queste ultime estati è balzate agli onori delle cronache, ahimè, per le forme di turismo mordi e fuggi (i cosiddetti viaggi short break), dove viaggiatori invadono le nostre città e le nostre spiagge attirati dalle mode del momento o dalla vita notturna particolarmente frenetica di alcune zone? Ma dove finisce l’identità di questa terra? Può una zona complessa e articolata come questa essere accomunata solo da pochi elementi come il mare, le orecchiette, la taranta e poco altro? Come Afferma il Professore Carlo Augeri, docente di Critica letteraria ed Ermeneutica del testo presso l’Università del Salento, bisogna contare su una “identità evocativa” per non diventare l’esotico del paese accanto. L’identità di un popolo non è questa, il rischio è di tradire la storia e il passato che ha visto il Salento come la culla della civiltà della Magna Grecia.

 Alezio, Alliste, Collepasso, Casarano,  Galatone, Gallipoli, Matino, Mellissano, Neviano, Parabita, Racale, Sannicola, Tuglie, Taviano, sono i 14 piccoli comuni delle Serre Salentine ricchi di storia, tradizioni, cultura, artigianato, enogastronomia e soprattutto fermento giovanile. Questa è “l’identità evocativa”! Infinite sono le attrattive di questi borghi, se solo si volesse cercarle. Il Salento è una terra che ha ancora un’anima, basta vedere come la gente sorride. C’è qualcosa nell’accoglienza di questo popolo che ti fa intravedere la sua genuinità. E questa va preservata. Così come va tutelato tutto quello che costituisce l’unicità di una terra, come gli antichi mestieri che non possono e non devono andare perduti. Vanno ad esempio difesi i suoi artigiani del ferro, come Marco Gianni e la sua piccola bottega a Taviano;

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quelli della carta pesta, come l’azienda cooperativa Fatti di carta a Casarano nata con l’intento di difendere e valorizzare la tradizione delle lavorazioni artistiche ed artigianali in cartapesta. Vanno preservate e valorizzate le aziende biologiche come l’Azienda agricola Piccapane, a Cutrofiano, che vede nel biologico e nella filiera corta gli strumenti fondamentali per rendere possibile la commercializzazione di prodotti sani e naturali ad un prezzo equo; o ancora l’Azienda agricola Adamo e la sua produzione di olii extravergine di oliva di altissima qualità, estratti rigorosamente a freddo.

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 L’aria di innovazione in Salento si respira anche con progetti quale Staisinergico, nato con l’intento di realizzare un’esperienza stabile di coworking anche tramite la creazione di un orto urbano che dà vita ad una forma di agricoltura appunto sinergica: mettere le piante nella condizione di completare il loro ruolo biologico, trasformando la sostanza organica e migliorando la fertilità del suolo, mantenendo e mantenendosi all’interno di un sistema equilibrato e benefico, come ci racconta Jolanda De Nola.

Ma non finisce qui: l’estremo lembo di terra della Puglia è anche paesaggi che incantano i visitatori con distese di ulivi secolari, vitigni, muretti a secco, caseddhi (tipiche costruzioni trulliformi). E’ anche cultura e storia con i suoi musei come: l’Ecomuseo del paesaggio delle Serre di Neviano, il Museo Civico Messapico di Alezio, il Museo di Arte Contemporanea di Matino, o ancora il Museo-Laboratorio dell’Emigrazione delle Serre Salentine di Racale.  Il Salento infine è anche cultura enogastronomica partendo dai vini (ben due le Denominazioni di origine) passando poi per i prodotti vegetali come l’albicocca di Galatone, i fichi, i fichi d’India, le giuggiole; dalle frise ai prodotti della tradizione come la “scapece gallipolina” – entrambi magistralmente reinterpretati durante le degustazioni finali, dalla cucina di Alessandra Ferramosca di My Cool Kitchen – dai bocconotti allo spumone, e tanto altro.

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Gli itinerari del gusto, in una visione futurista e futuribile della nostra terra, guardano anche alla eco e biosostenibilità dei prodotti, ma soprattutto alla qualità, così come approfondito in un intenso e coinvolgente dibattito da Pino Africano, giornalista e scrittore, da Antonio Musci di Slow Food e da Lucio Cavazzoni di Alce Nero. Quasta visione però non può prescindere anche dalle cucine “diversamente interpretate”, sempre seguendo il solco della tradizione. Pensiamo al bisogno di informazioni di tutte quelle persone che per cultura o necessità mangiano differente. Questa l’idea alla base di Cucina Mancina, così come spiegato da Lorenza Dadduzio, co-founder insieme a Flavia Giordano del website cucinamancina.com. Questa piattaforma virtuale, nonché food community, si propone di soddisfare il gusto di persone che, per motivi di salute o semplicemente per scelta, si trovano ad essere “diversamente onnivori”, tramite un ricettario con filtro, uno store locator (che raccoglie negozi e ristoranti specializzati nella vendita di cibi per i differenti regimi alimentari) e un mercato mancino online.

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Tutto questo e molto altro ancora è sconosciuto ai soliti noti itinerari turistici che purtroppo fanno vivere questa terra solo da maggio a settembre. Se si sviluppassero con consapevolezza ed intelligenza linee evolutive dei processi di sviluppo locale, ma soprattutto se si creassero condizioni favorevoli allo sviluppo di reti di partenariato tra i vari attori che agiscono all’interno del territorio, sarebbe possibile costruire un’offerta turistica in grado di coprire tutto l’anno, così come afferma Fabio Borghese, direttore di Creactivitas e Creative economy Lab. La destinazione turistica è infatti un set interconnesso e complementare di risorse attrattive (eventi, infrastrutture, servizi, ecc.) che insieme creano per il turista un’esperienza emozionale, nonché una proposizione di valore per il territorio tutto. Come realizzare questo? Una sola parola: cooperazione.  Daniele Borrelli, direttore del Gal Meridaunia e Gal Gargano ed esperto di pianificazione strategica, mette l’accento proprio sulle politiche di cooperazione, in quanto il processo per costruire una destinazione turistica necessita di una visione strategica, di una visione d’insieme dei paesi delle Serre Salentine. Solo così si eviteranno fenomeni quali la destagionalizzazione del turismo, proprio come lamentato da Fabio Danese, dell’Associazione Imprenditori del Turismo di Gallipoli città bella. 

Seguendo queste dinamiche potremo finalmente rendere sostanziale ciò che il New York Times ha brillantemente formalizzato. Dobbiamo diventare pienamente consapevoli della nostra unicità e mostrare la vera anima, solo così sarà possibile immaginare uno sviluppo di questi territori consapevole e, soprattutto, duraturo nel tempo.   

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Le sorelle “cantuccine”, evidentemente ribattezzate così dalle colleghe foodblogger, si augurano che, questo piccolo contributo, possa rivelarsi un piacevole viaggio virtuale, destinato ad evolversi in un’esperienza concreta e reale. Un pezzettino di questa terra generosa, come sa essere la Puglia, e quindi del nostro cuore, ve lo abbiamo donato con tanto amore, sperando di poter ricambiare tutto il vostro affetto e il sostegno che ogni giorno ci dimostrate.

                                                                                                                                                                                                                   Eleonora e Serena

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4 Responses to Salone dello sviluppo locale: alla scoperta del Salento nascosto

  1. Audrey

    bellissimo post! Complimenti, sorelle, siete stata bravissime. Le foto sono meravigliose e non avete tralasciato nulla, anzi, tutte le cose importanti sono racchiuse in questo gran racconto 😉
    baci

    • Serena

      Sei un tesoro, grazie mille!! <3 😀

  2. Fabio

    Una descrizione meravigliosa, piena di foto bellissime.
    Complimenti, scrivete benissimo, oltre che cucinare benissimo!!!!!!! 😉

    • Serena

      Grazie Fabioooooo!!! Confermo, sei il nostro più grande sostenitore….. <3

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