Taralli pugliesi di semola di grano duro rimacinata (Taralli scaldati)

Taralli pugliesi di semola di grano duro rimacinata

 

Nella mia infanzia, prima delle patatine in busta e delle merendine industriali, prima di tutto, esistevano loro: i Taralli! Era la merenda che magicamente si materializzava nelle mani delle nostre mamme quando noi bambini cominciavamo a sentire quel leggero languorino, quel non so che! Altro che Ambrogio con il suo famoso cioccolatino!!! 😀 Ora è, insieme alle olive e ad un buon bicchiere di vino rosso, il tipico benvenuto in quasi tutte le osterie della nostra Puglia. Mettiamola così: è il nostro finger food, lo snack per eccellenza. Essendo un prodotto tipico della regione, ne esistono un’infinità di varianti: ai semi di finocchio, alle mandorle, al sesamo, ai cereali, alle cipolle, ecc. Le ricette cambiano da provincia a provincia, da città a città, da casa a casa. Questa che vi propongo è la mia ricetta di famiglia dei taralli scaldati, così detti perché vengono prima bolliti (in dialetto “scaldàt”) e poi cotti in forno. I taralli sono friabili, leggeri e profumati e presentano solo tre ingredienti principali – semola, olio extravergine di oliva e vino bianco – per cui è fondamentale che siano di altissima qualità. Inoltre i veri taralli scaldati non prevedono la presenza di lievito, un po’ come per le frolle insomma. Per cui non vi fidate assolutamente di ricette o di prodotti da supermercato che negli ingredienti presentano lievito, strutto, olii vegetali o qualsivoglia altra stranezza: quelli non sono i veri taralli! E si sa, noi pugliesi siamo gelosi e molto orgogliosi dei nostri prodotti tipici, per cui diffidate delle imitazioni 😀 Ah, dimenticavo, ci sono anche i taralli che vengono direttamente cotti in forno, ma quella è un’altra storia che vi racconterò più in là 😉

Questa ricetta la dedico a Lola, una formidabile amica canadese innamorata dell’Italia e del nostro cibo: quando sono andata a trovare lei e la sua stupenda famiglia un paio di anni fa, indovinate qual è stata l’unica cosa che mi ha chiesto di portarle dall’Italia? Vi dico solo che mezza valigia era per i taralli 😀 Lola, comincia a sfornarli che io la prossima volta porto le olive!

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Taralli pugliesi di semola di grano duro rimacinata (Taralli scaldati)

By gennaio 22, 2015

Fasi del procedimento

Fasi del procedimento

  • Tempo di Cottura : 20minuti

Istruzioni

Come accennavo prima, la scelta degli ingredienti è fondamentale se si vogliono ottenere dei taralli friabili e leggeri. Incominciamo dalla farina: io ho utilizzato una semola di grano duro rimacinata per frolle e biscotti della Selezione Casillo. E' perfetta anche quella per il pane.  Ho provato altre farine con altre W, pero' il risultato non è stato soddisfacente. Trovo invece questa semola perfetta per la ricetta in questione. Vi assicuro che non sono tecnicismi questi, ma informazioni fondamentali per avere un buon prodotto finale. Per il vino, invece, acquistatene uno secco e fermo (ad esempio un Pinot grigio) e soprattutto di buona qualità, perché tutto il suo aroma poi verrà trasferito all'impasto. Per l'olio, infine, logicamente utilizzate un extravergine di oliva, magari pugliese :D Detto questo, procediamo con la ricetta. Descriverò il procedimento dell'impasto fatto con l'aiuto di una planetaria, ma potete benissimo farlo a mano seguendo  lo stesso ordine di inserimento degli ingredienti.

Nella ciotola della planetaria inserite la  semola e aggiungete a filo l'olio di oliva pian piano fino a quando non sarà stato completamente assorbito. Aggiungete quindi il sale e i semi di finocchio e continuate ad impastare fino ad ottenere un composto sbriciolato (un po' come la procedura della sabbiatura nella preparazione della frolla, solo che qui otterrete briciole più grosse). A questo punto unite il vino leggermente intiepidito e continuate ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo (foto 1). La consistenza è abbastanza sostenuta, più compatta di quella del pane, per cui non vi insospettite se l'impasto vi dovesse sembra piuttosto asciutto. Avvolgetelo nella pellicola per alimenti e lasciate riposare per un paio di ore in un luogo asciutto. Il riposo servirà ad ottenere un impasto lavorabile e non eccessivamente elastico.

Dopo il riposo riprendete l'impasto e ricavate dei rotolini di 7/8 cm di lunghezza e 1/2 cm  di diametro (foto 2 e 3), richiudete le estremità su se stesse a formare un cerchio e pressatele bene tra le dita per sigillarle ed evitare così che in cottura si possano aprire (foto 4 e 5). I rotolini che formate devono essere sottili, in modo che durante la cottura in forno si asciughino bene fino al cuore.

Portate a bollore una pentola con acqua salata e immergete una decina di taralli per volta. Scolateli con una schiumarola appena vengono a galla (foto 6) e poneteli ad asciugare su di un canovaccio pulito.

Una volta terminata la cottura in acqua, lasciate asciugare per bene tutti i taralli per una mezz'ora, poi poneteli su di una teglia foderata con carta forno e infornateli in forno preriscaldato, ventilato a 200°c per 20 minuti o fino a doratura.

Sfornateli, lasciateli raffreddare e nel frattempo preparate un calice di vino rosso, qualche oliva, due fette di un buon salame e qualche dadino di caciotta, scegliete con cura un bel film da guardare in compagnia, sedetevi comodi comodi sul divano e godetevi la vostra serata :D

N.B.  Se l’impasto dovesse sembrare troppo asciutto, aggiungete ancora un po’ di liquido tiepido (vino o anche acqua), poco alla volta fino ad arrivare ad avere una consistenza più lavorabile ma sempre sostenuta. L’impasto non deve essere morbido, per cui arrivate massimo ad aggiungere 20-25 ml in più di liquido.

 

Per curiosità, dubbi, domande relative alle nostre ricette e non solo, potete venirci a trovare sulla nostra pagina Facebook  o su Twitter, Pinterest, ed Instagram. Praticamente ci trovate ovunque.. :D

Se vi piacciono le nostre ricetta e se volete rifarle e fotografarle, taggateci nelle vostre foto di instagram come ilcantucciodiromeo!

 

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17 Responses to Taralli pugliesi di semola di grano duro rimacinata (Taralli scaldati)

  1. Lola

    <3 Grazie tesoro per la ricetta e dedica!!! Ti farò sapere come sono quando li faccio! Ma primo di tutto troverò una buona farina!

    Baci!!

    • Eleonora

      L’ho fatta con il cuore :-) Adesso divertiti ad impastare e sfornare taralli e falli conoscere ai tuoi amici canadesi 😀 LOL

  2. patrizia

    La semola casillo per pane o quella per focaccua non va bene?

    • Eleonora

      Si Patrizia. La semola Casillo per pane è perfetta. Quella per focaccia non l’ho mai provata per i taralli,sinceramente. Un consiglio: quando li formi, falli sottili sottili perché durante la cottura in acqua raddoppiano di volume e rischi che poi in forno non si asciughino bene fino al cuore. Fammi sapere e se ti va inviami la tua foto dei taralli ed io la pubblicherò sulla pagina fb del cantuccio. Ciao 😀

  3. elisa

    Scusate come mai a me la massa si apriva mentre facevo i rotolini???

    • Eleonora

      Ciao Elisa. Questo è un tipo di impasto molto asciutto. Un po’ tende ad aprirsi, ma se il tuo si sgranava troppo può dipendere anche dalla farina utilizzata. Una farina che assorbente molto può giocare questi scherzi. Ti basterà aggiungere più liquido (vino) durante l’impasto. :-)

      • emanuela

        Ciao signore. Anche a me si apre la pasta mentre faccio i rotolini. Ma qual’è il segreto dei taralli cotti direttamente al forno senza passarli in acqua bollente? Sono giorni che spulcio in internet senza trovare una ricetta valida. AIUTOOOOOO ho nostalgia del Salento :)
        grazie di cuore

        • Eleonora

          Ciao Emanuela. Un pochino che l’impasto si apra quando fai i rotolini è normale. Falli più piccoli e pressa leggermente con le dita così riuscirai a compattarli. Se proprio non riesci, allora aggiungi un altro po’ di vino. Mi dici che semola hai utilizzato? Perché il problema potrebbe essere quello. Non tutte le semole sono uguali per cui alcune vogliono più liquidi di altre. Per i taralli cotti direttamente nel forno non ho ancora una ricetta pubblicata, ma ti prometto che ne metterò una al più presto. Nel frattempo prova con questa, non demordere e vedrai che i taralli saranno buoni come quelli del Salento 😀 Eleonora

          • emanuela

            ciao Eleonora, innanzitutto grazie. Avevo trovato diverse ricetta che prevedevano l’uso della farina di grano tipo 00. Ho usato 1 terzo di 00 w 350 e 2 terzi di 00 bio. Ho impastato mezzo kilo di farina con 75 gr. di olio fino ad ottenere delle briciole, quindi ho aggiunto 9 gr. di sale e 90 gr. di vino tiepido. Ho lavorato l’impasto, ho lasciato riposare 15 min. e ho dato la forma ai taralli. Li ho lasciati riposare una trentina di minuti sulla teglia quindi li ho cotti a bassa temperatura e finiti di dorare a forno spento. Devo dire che non sono male, ma li vorrei leggermente più friabili. Per quanto riguarda le semole Casillo, qui a Bergamo non se ne trovano. Ed è pure difficile procurarsi delle buone semole, infatti me ne porto sempre dalla Puglia. In dispensa ormai ho solo mezzo kilo della Casillo per pane e pasta e semole che ho preso sfuse una per pane e l’altra per pasta. Ho anche della semola che mi hanno regalato amici che hanno fatto macinano il loro grano.Proverò la tua ricetta in questi giorni e ti farò sapere. Posso usa delle semole che ho, ad esempio quella per la pasta o quella che mi hanno regalato? Oppure devo rimandare il tutto al mio prossimo soggiorno pugliese? grazie e ciao

          • Eleonora

            Ciao Emanuela, io ti consiglio di utilizzare la semola per pane che hai della Casillo. E’ perfetta per questo uso. Comunque in genere utilizza delle semole per pane, sono le più indicate per fare i taralli perché hanno una granulometria appropriata per questo prodotto. L’effetto della friabilità che cerchi è dato, inoltre, non solo dalla cottura ma proprio dalla semola, per questo ti consiglio di non utilizzare una farina 00 se vuoi ritrovare il sapore dei taralli mangiati nelle tue vacanze pugliesi. Se l’impasto dovesse sembrarti troppo asciutto aggiungi ancora un po’ di liquido tiepido (vino o anche acqua), poco alla volta fino ad arrivare ad avere una consistenza più lavorabile ma sempre sostenuta. L’impasto non deve essere morbido, per cui arriva massimo ad aggiungere 20-25 ml in più di liquido. Fammi sapere dei tuoi esperimenti culinari pugliesi. Ci tengo molto 😀

  4. emanuela

    Ciao Eleonora. Faccio tesoro dei tuoi preziosi consigli. In questo periodo non posso dedicarmi ai miei esperimenti culinari pugliesi, come tu li hai chiamati, ma appena sono libera ci proverò. Ti terrò aggiornata. Grazie e a presto!

  5. Singerrunnerman

    Riuscitissimi al primo colpo!!!!!… Favolosi!!!!!!!!!!!!!!
    Grazie per l’ottima ricetta!!!!

    • Eleonora

      Grazie a te di averli provati e dei complimenti. Siamo felicissime 😀

    • felix

      mi dici come hai fatto?
      passo dopo passo?
      grazie
      ilva

      • Eleonora

        Ciao Ilva. È un piacere conoscerti :) Se ci dici cosa non ti è ben chiaro possiamo essere più precise ed aiutarti meglio. Se vuoi puoi anche scriverci nel gruppo di Facebook “Gli amici di Romeo” o venire a trovarci sulla nostra pagina sempre di Facebook “Il Cantuccio di Romeo” in chat.

  6. Tiziana Berardi

    … grazie mille, sono certa che verranno squisiti!

    • Eleonora

      Grazie mille a te, Tiziana :) Aspettiamo di sapere il risultato. Se ti fa piacere, saremmo felici di averti con noi nel nostro piccolo gruppo chiuso su fb “Amici a cui piace il Cantuccio di Romeo”, dove potrai postare le tue ricette e chiacchierare con noi. Un abbraccio e ancora grazie. <3

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